Pane, pane …e ancora pane!!!

Panini all'olioOlga non posti più, Olga non cucini più? Macché… non potrei star lontano dalla mia cucina neanche se volessi. Il punto é che scrivere non é mai stato il mio forte.  Son sempre stata brava con i numeri ma scrivere…no…quello no. E allora perché un blog? Perché mi piace condividere le mie ricette ma soprattutto perché sono una gran nostalgica. Mi piace dopo anni rileggere i miei post e ritrovare la descrizione di quel giorno, quel momento, quel ricordo che senza il blog sarebbe stato perso per sempre.

Perché un post sul pane? Perché come ho già scritto in altri post, quello che più mi manca più dell’Italia sono le panetterie, il profumo di pane, la scelta tra pane bianco, integrale, ai semi, all’olio, ciabatta, filone, biove, panini, michette. E poi la chimica del pane mi ha sempre affascinato moltissimo. Cosa sono quelle bolle? Perché l’impasto gonfia? Qual’é il segreto per avere un pane alveolato? Così ho deciso che non era il caso di rimpiangere quello che non potevo avere, son passata dal “quanto mi manca il pane” al “me lo devo fare da me”. Mi son messa a leggere in internet e sui libri che trovavo in biblioteca e più leggevo più questo mondo fatto di farina, acqua, lievito e sale mi coinvolgeva.

L’altro giorno una mia amica su Facebook mi ha chiesto di mandarle una foto dei miei figli. Ho cominciato a scorrere le foto sul mio iPhone e quello che trovavo era pane, pane e ancora pane 😀 Non riesco a fotografare altro di questi tempi. Sarà che i mesi invernali qui a Seattle son grigi e piovosi e se devo proprio rimanere in casa, almeno impasto.

Non ho questa idea romantica del pane che va impastato a mano. No, no. Io uso il mi fidato kitchenaid per impastare. Calibro bene il mix di farine, mescolo il lievito con l’acqua e lascio riposare. Quando torno a controllare, mi affascina vedere come l’impasto é raddoppiato, come l’amido l’ha reso liscio ed elastico. Mia suocera per Natale mi ha regalato la pentola in ghisa da mettere in forno e ora la uso per cuocerci  il pane e la crosta viene da pauraaaaa!  Proprio l’atro giorno ho sfornato una pagnotta fatta con il mio lievito madre e Davide quasi se la mangiava tutta, continuava a ripetere che era il pane più buono che avesse mai mangiato. Crosta scura e croccante, mollica alveolata e profumata.

Fare il pane richiede tempo e un minimo di organizzazione ma non é difficile, tutti ci possono riuscire. Ovviamente ci sono pani che richiedono più passaggi e un minimo di manualità ma con perseveranza e pazienza si arriva anche a quello. Posto qui una ricetta facilissima e super collaudata che vi farà avere un pane morbido con crosta croccante in meno di 4 ore. Essendo ad alta idratazione (l’acqua é più del 70% in peso della farina) non richiede neanche tempo per impastare. Ovviamente per i puristi ed esperti di panificazione non é proprio  la ricetta ideale ma é quella che condivido più spesso con amici che vogliono provare a fare il pane e non hanno molto tempo.

Per chi volesse saperne di più sul pane, consiglio vivamente il blog di Paoletta Sersante Anice e Cannella

Detto questo auguro a tutti una Buona Pasqua. Inutile dirlo, io sto preparando i miei famosi panini all’olio per il pranzo.

Ingredienti

  • 550 gr farina ( se con almeno il 12% di proteine meglio)
  • 400 gr di acqua tiepida
  • 1 bustina di lievito di birra in polvere
  • 15 gr di sale

Procedimento

Mettete la farina nella ciotola più capiente che avete. Più é larga, meglio é. Sciogliete il lievito nell’acqua. Versare il composto nella farina e mescolate. Aggiungete il sale e amalgamate. Resterà un composto SUPER appiccicoso, non vi spaventate!!! Va bene così! Questo pane ha un’idratazione di oltre l’ 80% quindi rimane appiccicoso. Quando tutti gli ingredienti sono amalgamati, coprite con un panno e lasciate riposare per un’ora.

Dopo un’ora bagnatevi le mani e fate un giro di pieghe all’impasto nella ciotola. Chi non sapesse come fare metto qui un link utilissimo per sapere come si fa. Il giro di pieghe si chiama in inglese “strech and fold” che letteralmente significa “tira e piega”.

Dopo avere fatto un primo giro di pieghe (di rinforzo), coprire con un panno e lasciar lievitare un’ora. Vedrete che dopo un’ora il volume del pane e’ aumentato di brutto ed e’ pieno di bolle (di anidride carbonica).

Con l’aiuto di un tarocco o spatola versate piano piano l’impasto su un piano da lavoro ben infarinato. Allargatelo un pochino CON CAUTELA. Le bolle che non devono rompersi, renderanno il vostro pane ben alveolato. Fate un giro di pieghe. Coprite con un panno e lasciate riposare 30-40 minuti.

Per il filone:

Accendete il forno a 230 C. Mettete una teglia con acqua sul piano piu’ basso del forno.

Passati i 30-40 minuti, appiattite delicatamente l’impasto con le mani e formate una specie di rettangolo. Cominciate ad arrotolare da un angolo e proseguite in diagonale fino a che non avete arrotolato tutto il pane a formare un filone. Ponete su una teglia da forno ricoperta da carte antiaderente.

Quando il forno e’ arrivato a temperatura, fate un lungo e profondo taglio sul lato lungo e infornate.

Dopo 20 minuti, togliete la teglia piena d’acqua e continuate la cottura per altri 20 minuti a 220 C. Ultimi 5 minuti con forno semiaperto a 200 C.

Sfornate il pane e lasciatelo raffreddare su una grata.

Per le ciabattine:

Accendete il forno a 230 C.

Appiattite delicatamente l’impasto e formate un rettangolo. Dividete il composto in 3 lunghe strisce. Prendete ogni striscia ai due estremi più corti e tirate leggermente.  Adagiate ogni striscia sulla teglia da forno. Spolverate di farina ogni ciabattina e infornate per 10 minuti a 230C. Cuocete per altri 10/15 minuti a 220 C.

Sfornate e lasciate raffreddare.

 

 

 

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