Un weekend valdostano

IMG_3053Partendo dal mio bisnonno e andando indietro di generazioni ho origini siciliane, mia mamma è spagnola di Barcellona ma è la montagna che amo, non il mare. Fin da piccola mio padre ci portava in montagna a fare lunghe (lunghissime) camminate, ho messo gli sci a 5 anni, da liceale facevo parte del gruppo trekking, per un po’ ho anche arrampicato… insomma, in montagna ho provato praticamente tutto. Ora da adulta (e un po’ più pigra) provo i piaceri della tavola e mi godo il panorama che la montagna offre.

Per tradizione andiamo spesso in Valle d’Aosta. Da Milano ci vogliono poco più di un’ora e mezza e il Monte Rosa prima e il Bianco poi sono una visione che mi affascina sempre, nonostante gli anni.

Sicuramente le guide del Touring saranno più adatte a darvi consigli di viaggio di quelli che potrei darvi io. Io qui invece vi voglio parlare di quello che potreste mangiare.

Chi in montagna non ha mangiato la polenta servita con spezzatino di selvaggina o funghi o salsiccia? In Valle d’Aosta si mangia anche la polenta concia con il formaggio più famoso regionale, la fontina. Una botta di calorie ma quant’è buona ?!?!?!? Dopo una sfacchinata per arrivare al rifugio, possono esserci 30 gradi ma la polenta è un must. Se poi si vuole iniziare con un antipasto di salumi perché non provare  l’altro prodotto tipico della valle, il lardo d’Arnaud,  la mocetta e il prosciutto crudo Jambon de Bosses? Magari con qualche fettina di Bleu d’Aoste, il formaggio erborinato tipico vallese.

IMG_3054Essendo io un amante delle zuppe l’ultima volta ho mangiato la zuppa valdostana. Strati di pane nero (fatto con farina integrale e di segale), verza e fontina, il tutto condito con ottimo burro di montagna. In forno si crea una meravigliosa crosticina in superficie che ti fa dimenticare  i dolori alle gambe 🙂 Un tempo era un piatto considerato “povero” ma vi assicuro che è ricco di sapore e tradizione.

Se siete invece amanti dei formaggi e volete un piatto unico, oltre alla famosa fonduta di formaggio vi consiglio la raclette. In pratica vi portano del formaggio fuso (il raclette appunto) a più riprese accompagnato da patate bollite o al cartoccio, salumi, sottaceti. Buonissimo.

Di secondo in montagna vale la pena mangiare selvaggina. L’ultima volta ho mangiato un filetto di cervo accompagnato da un tortino di patate alle spezie dolci. Beh, quando troverò come fare quel tortino prometto di postarlo subito. Era una favola! Altro secondo da non perdere è la carbonada, spezzatino di manzo cotto nel vino.

Ma ora arriviamo ai dolci. Premetto che non sono mai stata molto amante del famoso Monte Bianco, cremoso dolce di castagne e panna ma l’ultima volta ne avrei mangiato una tonnellata. La crema di castagne era quasi una mousse, leggerissima, e la panna non appesantiva per niente il dolce, anzi, lo rendeva divino.

Se però volete andare su qualcosa di meno pesante si possono mangiare le tegole, sottili biscotti di nocciole ideali da mangiare in una pausa tra una sciata e l’altra.

IMG_3062Per quanto riguarda i vini, vi cito un passito che ci piace molto: lo Chaudelune. E’ ottenuto da uve stoccate a bassa temperatura e poi spremute per farne un ottimo vino da accompagnamento alle tegole o al Bleu d’Aosta. Vini bianchi come Le Blanc de Morgex e Pinot Grigio oppure rossi come Torrette e Fumin non deludono mai.

Come botta finale fatevi tentare dalla grolla: caffè aromatizzato con spezie e arricchito con liquori della valle, servito nella famosa coppa dell’amicizia. Vi assicuro che dopo un pasto abbondante e quel caffè corretto, sarete tutti grandi amiconi 🙂

Beh, questo è il mio resoconto di un weekend in Valle d Aosta. Buona sciata a chi approfitta dell’ultima neve di stagione e buon viaggio del gusto a tutti gli altri 🙂

 

 

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